Conoscenza religiosa e conoscenza dell'eterno

Saunaka, grande patriarca, si rivolse ad Angiras secondo i riti e gli
chiese: "
Dimmi, ti prego, qual è la conoscenza essenziale che
una volta conosciuta permette di conoscere tutto?
"
A lui Angiras disse:
"Ci sono due tipi di conoscenza, una superiore e una inferiore:
così dicono i conoscitori di Brahman.
La conoscenza inferiore è quella dei Veda: il Rigveda, lo Yajurveda,
il Samaveda, l'Atharvaveda. Essa comprende la dizione, il rituale,
la grammatica, le definizioni, la metrica e l'astrologia.
La conoscenza superiore è quella dell'Eterno, invisibile,
inafferrabile, senza famiglia né casta senza occhi né orecchie,
senza mani né piedi, eterno, onnipresente, infinitamente sottile è
l'Imperituro, che i saggi riconoscono come sorgente degli esseri.
Come un ragno emette e riassorbe la sua ragnatela, come l'erba
cresce sulla terra, come i capelli spuntano sulla testa dei vivi così
dall'Imperituro nasce ogni cosa di questo Mondo.
Colui che possiede la saggezza che si fonda nella conoscenza
realizza Brahman in questo mondo,

L'increato non si ottiene mediante l'agire
Questa è la verità:
le opere che i saggi hanno descritto nei sacri inni sono
ripetutamente esposte nelle Scritture. Praticale assiduamente, o
amante della verità! Questo è il tuo cammino verso il mondo delle
buone azioni
Imbarcazioni insicure sono tuttavia i riti e tutte le forme della
conoscenza inferiore. Gli sciocchi che vedono in ciò il bene ultimo
ritornano continuamente a percorrere il ciclo della vecchiaia e
della morte. Coloro che vivono nell'ignoranza credendosi saggi,
credendosi sapienti, si muovono perduti nell'illusione, come
ciechi guidati da un cieco. Immersi in multiforme ignoranza,
infantilmente essi pensano: 'Abbiamo raggiunto la meta!'
Legati all'agire ed ai desideri, essi non comprendono e, quando
il loro mondo è esaurito, di nuovo sprofondano. Essi credono che
i sacrifici e l'acquisizione di meriti siano la cosa più importante;
illusi, non conoscono nulla di meglio. Esaurito il godimento
ottenuto con le buone azioni, ricadono in questo mondo o in uno
inferiore. Ma i sereni saggi che vivono senza attaccamenti,
trascendono le passioni e, attraverso la porta del sole,
raggiungono l'Essere immortale, l'imperituro Sé.
Esaminati i mondi fondati sull'azione, il bramino giunge
all'equanimità.

L'increato non si ottiene mediante l'agire.
Per questa conoscenza si rechi dunque, con la sua offerta di
combustibile in mano, presso un maestro sapiente e assorto in
Brahman. Si avvicini correttamente, con la mente tranquilla, in
pace; e il saggio gli insegnerà la vera conoscenza di Brahman,
con cui si arriva all'Imperituro, all' Essere, al Vero.
Questa è la verità:
come da un fuoco che divampa, scintille fra loro simili sprizzano a
migliaia, così dall'Imperituro, amico mio, i molteplici esseri sono
prodotti e poi a esso ritornano. Divina, priva di forma è la Persona
cosmica. Essa è all'esterno e all'interno, non è mai nata, è senza
respiro, pura, più alta dell'alto.
Da Essa provengono la terra che sostiene ogni cosa, l'acqua, la
luce, il vento, il respiro vitale, lo spazio e la mente.
In verità, Essa è il Sé di ogni cosa. Da Essa provengono il fuoco di
cui il sole brucia, la luna, la pioggia, l'erba che cresce sulla terra.
Innumerevoli sono le creature che nascono dalla Divina Persona.
Da Essa provengono i mari e le montagne, i fiumi di ogni tipo e
tutte le erbe e la linfa vitale, l'essenza di ciascun essere, il sé
interno che lo abita.
L'Essere stesso è tutto questo mondo: opere e ascesi, Brahman e
immortalità. Chi riconosce ciò, amico mio, riposto nel luogo
segreto del suo cuore, qui sulla terra taglia il nodo dell'ignoranza.

Brahman è il bersaglio
Manifesto e nascosto, detto 'Colui che si muove in segreto', Esso è
la grande dimora in cui risiede tutto ciò che si muove, che respira e
che batte le palpebre. Comprendilo come Essere, come l'oggetto
del desiderio, come ciò che è più alto della comprensione, come il
meglio di tutte le creature. Il fulgido, più sottile del sottile, su cui
poggiano i mondi e tutti i loro abitanti, Ciò è l'imperituro Brahman,
il soffio vitale, la parola e la mente.
E' il reale. E' l'immortale. E' il bersaglio da penetrare, amico mio.
Prendendo come arco OM, la grande arma della conoscenza,
incoccandovi la freccia resa acuminata dalla meditazione,
tendendo il pensiero concentrato sull'essenza di Ciò, colpisci
il bersaglio dell'Imperituro, amico mio!

La Mistica sillaba Om è l'arco;
il Sé è la freccia;
Brahman è il bersaglio,
da colpire con immobile certezza

Colui la cui determinazione è forte penetra in esso come la freccia
nel bersaglio. Ciò che è l'ordito del cielo e della terra, dell'
atmosfera, della mente e di tutti i soffi vitali Esso solo è il tuo
vero Sé.
Dimentica ogni altro discorso. Questo è il ponte verso l'eternità.
Sentilo al centro del Cuore dove i canali si uniscono come raggi
nel mozzo di una ruota, lì esso si muove internamente,
da lì si manifesta come molteplice.
OM!
Così medita sul Sé.

Possa tu avere successo e raggiungere l'altra sponda, al di là
dell'oscurità!
Il Sé, che possiede ogni sapienza e saggezza, che è grande sulla
terra, abita sia in questa città di Brahman (il corpo) che in cielo.
Esso ha la natura della mente, signore dei soffi vitali e governo del
cuore. Sapendo ciò, i saggi possono contemplare il beato
Immortale che riluce all'interno.
I nodi del cuore si sciolgono, ogni dubbio è troncato, l'effetto delle
azioni cessa quando Ciò è stato visto.
Dietro un sublime aureo velo è Brahman, immacolato, indiviso,
fulgido, luce di tutte le luci. Conoscendo il Sé tu lo conosci.
Là il sole non splende, né la luna, né le stelle; non balena il
lampo, né il fuoco terrestre, ma del Suo splendore riluce ogni
cosa che splende, dalla Sua luce è illuminato il mondo.
Brahman in verità è questo Immortale.
Brahman in verità è tutto questo vasto mondo.

Riconoscimento del Sé
Due uccelli, compagni inseparabili, sono appollaiati sullo stesso
ramo. Uno mangia i dolci frutti; l'altro guarda senza mangiare.
Sullo stesso albero una persona, sprofondata nell'illusione,
lamenta la propria impotenza. Ma quando vede l'altro, il Signore,
nella sua beatitudine e grandezza, si libera dalla sofferenza.
L'ego (che si identifica con le modificazioni della mente) e lo
spirito abitano come amici intimi nel medesimo corpo, come due
uccelli appollaiati sullo stesso albero. L'ego mangia i frutti dolci e
amari dell'albero, mentre lo spirito osserva con distacco. Perciò
finché ti identificherai con l'ego, proverai gioia e dolore. Ma se ti
renderai conto di essere lo spirito, la fonte stessa della vita, sarai
libero dalla sofferenza. Andrai oltre la dualità e vivrai in uno stato
di unità.
Quando il saggio vede lo splendore del Creatore, il Signore,
l'Essere, la sorgente di Brahman, liberatosi del bene e del male,
immacolato, raggiunge la suprema identità con Ciò.
Lo stesso soffio vitale risplende in tutte le cose Chi comprende ciò
diviene saggio: non c'è parola più alta. Costui trova la sua gioia
nel Sé, trova il suo piacere nel Sé e, pur compiendo i riti, è il più
grande dei conoscitori di Brahman.
Il Sé si raggiunge con la
pratica costante della verità, e della giusta conoscenza.

Questo Sé risplende, vasto, divino, inimmaginabile come forma e
insieme minuto più di ciò che è più minuto.
E' più lontano del
lontano ed è qui vicinissimo, nascosto nel centro segreto del
cuore, per coloro che Lo vedono
. Non è possibile afferrarlo con la
vista, né con la parola, né con alcun organo di senso, né con le
opere.
Ma nella pace della conoscenza, nella pratica della
meditazione, purificata la propria natura, si contempla Ciò che
è invisibile. Quando il pensiero viene purificato, il Sé risplende

L'unione con il Sé è liberazione dalla morte
Chi conosce il Sé conosce la suprema dimora di Dio, fondamento
dello splendore del mondo. Chi, libero dal desiderio, venera la
Persona Divina e coltiva la saggezza, trascende il seme della
rinascita.
Questo Sé non si raggiunge con l'insegnamento, né con l'intelletto
e molta sapienza. Questo Sé non si raggiunge né con la forza, né
con l'incuria, né con un falso ascetismo.
Ma colui che pratica
saggiamente la meditazione entra nella dimora di Brahman
Raggiungendo il Sé, i seggi, che possiedono la conoscenza, liberi
dalle passioni, tranquilli, ottengono Ciò che è onnipresente e
unificati interiormente entrano nel tutto.

Come i fiumi scompaiono nell'oceano, lasciando il proprio nome e
la propria forma, così il saggio, libero da nome e forma, raggiunge
l' Essere Celeste, più alto dell'alto.
Colui che conosce il supremo Brahman in verità diviene quello
stesso Brahman. Egli va al di là della sofferenza. Va al di là del
male. Sciolti i nodi del cuore, diviene immortale.

Questa è la verità proclamata un tempo dal veggente Angiras.
Onore ai supremi veggenti!
Institute of Yogic Culture
Centro Yoga Trieste